PAINTINGS

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La produzione pittorica di Bato mostra una sfida coraggiosa verso l’incisività e l’autonomia del tratto.
Le immagini impresse sulla tela regalano un piacevole contrasto tra le pennellate rapide e decise e le morbide sfumature del colore.
L’impressione è quella di osservare il mondo attraverso una lente deformante,
che non restituisce mai un’immagine precisata, ma alternative e fugaci narrazioni in divenire.

Le forme tratteggiate sulla tela rimandano ad un discorso ironico, divertito, a volte malinconico,trasmettendo la sensazione di poter catturare la purezza di verità frammentate e relative.

A. Lenzi

SCULPTURES

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Le sculture di Bato rappresentano
la controparte volumetrica delle opere pittoriche.
“Comparando le versioni delle stesse composizioni
eseguite con materiali diversi quali la cera, la resina acrilica bianca,
il bronzo ed il ferro battutto (lavorato a metodo diretto, per aggiunte),
riusciamo a scoprire ogni volta accenni nuovi e diversi
come se stessimo indagando un soggetto con lenti differenti.
qui il segno sembra abbandonare la natura eterea
propria delle opere pittoriche per farsi concreto e tridimensionale,
pur mantenendo la stessa flessuosità
e il carattere impressionistico.”

Luisa Grigoletto

ETCHING & PRINT

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Nella ricerca pittorica di Bato persiste da qualche tempo
un particolare interesse per diversi metodi di stampa.
Focalizzando la sua ricerca sull’acquaforte, traccia le sue linee
con la “maniera a zucchero”.
Le morsure su lastra e l’intervento calibrato di acquatinte

gli permettono di riproporre e arricchire le composizioni
già elaborate su tela. 

A. Lenzi

PERFORMANCE ART

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“Le sculture di Bato prendono nuova vita sul corpo del performer e trasmutano in maschera (Pleasure Garden), assecondando la direzione coreografica e la drammaturgia di Emiliano Pellisari. La luce, gestita dal vivo da Emiliano Pellisari, emerge come una necessità per completare una performance che restituisce al pubblico la visione di un grande quadro pittorico vivente. La narrazione avviene all’interno di uno spazio disegnato da Bato con tessuti colorati (Fellini Dream) o corde, che riprendono le sfumature delle sue composizioni pittoriche creando sul piano verticale un nuovo paesaggio visivo.”

Luisa Grigoletto

JAZZ

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Il progetto Bato & Smoker’S Hot Club
nasce dall’incontro tra Bato e numerose formazioni di musica jazz.
La relazione che si realizza tra le opere di Bato e i musicisti
si mostra in maniera immediata.

Da una gestualità veloce e incontrollata, una composizione di linee e ombre
percepisce e afferra i ritmi jazz in una fumosa ed elegante improvvisazione.
Attraverso gli schizzi di china e caffè le note prendono forma,
tracciano volti e strumenti, cogliendo in tempo reale
la vitalità e il dinamismo della performance live dei musicisti.

A. Lenzi

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